Ricardo Rodriguez Villar è nato e cresciuto nelle favelas di San Salvador de Jujuy, in Argentina. Centrocampista offensivo di grande talento, esordisce nel calcio professionistico a soli 17 anni con la maglia del Cesena, nel 2006.

Nel 2009 viene chiamato in Serie A dall’Udinese, ma per mancanza di spazio in rosa viene girato in prestito al Como. Dopo sei mesi si trasferisce alla Cremonese, dove lascia subito il segno con cinque reti. Torna quindi nuovamente all’Udinese, prima di intraprendere un lungo viaggio calcistico che lo porta a cambiare continente.
Dal 2011 al 2021 gioca in Cile, militando in numerose squadre sudamericane come San Luis, Central Norte, Sarmiento de Resistencia, Douglas Haig, Chaco for Ever, Union Sunchales e Gimnasia y Tiro. In dieci anni in Sudamerica colleziona venti reti.
Nel 2023 rientra in Italia, vestendo le maglie di Toma Maglie, di Novoli e infine del Millesimo. Proprio con il club giallorosso si consacra: nella stagione 2023-24 è capocannoniere del girone di Prima Categoria Ligure con venti gol.
Nel 2024-25 conferma il suo straordinario momento di forma, vincendo di nuovo la classifica marcatori stavolta in Promozione con 23 gol. In questa stagione, la terza consecutiva al Millesimo, ha già timbrato il cartellino con un gol su rigore contro la Genova Calcio.
Un percorso fatto di sacrificio, talento e riscatto, che fa di Ricardo Rodriguez Villar una vera icona del calcio dilettantistico.
Di Dragos Tanase
Quando hai giocato all’Udinese, Como, Triestina, Cesena. Visti i tanti allenamenti e le partite, sei mai riuscito a festeggiare il Natale in Argentina?
Sono riuscito a festeggiare il Natale diverse volte in Argentina perché l’Udinese o il Cesena mi pagavano il biglietto aereo per tornare là e quindi partivo dopo l’ultima partita e tornavo il primo Gennaio, quindi riuscivo ad andare una settimana in Argentina e ritornare per gli allenamenti.
Hai mai pensato di mentire al tuo allenatore per saltare gli allenamenti e festeggiare il Natale con la tua famiglia?
Non ho mai pensato di mentire all’allenatore perché comunque sempre si viene sempre a sapere, inoltre poi dal viaggio lungo si sarebbe capito. Essendo anche un professionista è corretto chiedere l’autorizzazione.
Ti è mai venuto in mente di smettere di giocare nella fase professionistica calcistica per dedicare il tempo alla tua famiglia?
Sì, ho dovuto per scelta nel 2022: ho pensato alla salute di mia suocera che era malata e quindi ho lasciato da parte il calcio e siamo ritornati nella mia città in Argentina. Lì ho ripreso il calcio ma ho poi deciso di smettere fino a quando le cose non sarebbero andate bene.
Ora che hai 36 anni giochi con il Millesimo e siete saliti tu e la tua squadra dalla Prima Categoria all’Eccellenza negli ultimi tre anni. Come regalo di Natale vorresti la promozione in Serie D?
No, come regalo di Natale non posso chiedere quello perché per quello bisogna lavorare; posso chiedere salute fisica per poter allenarmi al massimo e per aiutare la squadra.














