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Categoria: Il Castoro curioso

Latte, canguri, il London Bridge e il caffé

Posted on Giugno 3, 2026 by EVGENY VASILENKO
  • Il 7 percento degli adulti americani crede che il latte al cioccolato venga dalle mucche brune: Intorno al 2017 l’Innovation Center of U.S. Dairy ha sottoposto ai cittadini Americani un questionario, che si ripete ciclicamente, con l’obiettivo di era valutare la conoscenza agro-gastronomica degli abitanti. Negli anni ‘90 si scoprì che circa il 1/5 di adulti non sapeva che gli hamburger fossero fatti di manzo, o che le fattorie sono grandi complessi con un forte impatto economico e non casolari dove scappano le persone stanche dell’ambiente urbano. Nel 2017, inoltre, si scoprì un dettaglio molto interessante, ovvero il 7% degli adulti che vivono negli Stati Uniti, circa 16,4 milioni di persone, ritengono che il latte al cioccolato venga dalle mucche brune. A seguito di tali studi il dipartimento dell’Agricoltura degli USA si è interessato a migliorare l’educazione agricola nelle scuole, così da educare i bambini sulle varie fasi della produzione del cibo.

  • I canguri non possono saltare se la loro coda è sollevata dal terreno: I canguri sono caratterizzati dal loro inusuale metodo di locomozione: il salto. Questi animali sono fra gli unici al mondo ad usare il balzo come principale mezzo di spostamento, ma come fanno a spingere il proprio peso corporeo con una tale meccanica di movimento? I ricercatori rivelano che il vero super potere dei canguri non sta nelle loro gambe (che funzionano più come “molle” organiche per la concentrazione di legamenti e tendini in continua tensione) o nella loro resistenza, ma nella loro coda! Infatti la coda dei canguri contiene oltre 20 vertebre ed ha la concentrazione più grande di muscoli del corpo dell’animale. Nel 2014 alcuni scienziati hanno fatto camminare 5 Canguri Rossi su una macchina che doveva registrare il carico che ogni arto supportava (quando sono calmi questi animali camminano a quattro zampe, usando anche la coda come appoggio) e scoprirono che solo la coda esercitava più forza che tutti gli altri arti messi insieme! 

  •  Il London Bridge originale è in Arizona: Tutti conoscono la canzoncina “London Bridge is falling down”, e molti conoscono la storia dietro ad essa: la tragica caduta di uno dei ponti più importanti che passava da riva a riva del Tamigi. Ma dove si trova oggi il ponte? Alcuni darebbero la risposta ovvia: sul fondo del fiume, ma la verità è sorprendente. Si può vedere effettivamente il ponte intero, in piena salute, sul lago Havasu a Lake Havasu City, Arizona, USA. Ma come ci è finito lì? Nel 1968 il governo di Londra ha deciso di liberarsi definitivamente del ponte che non smetteva di crollare e l’imprenditore americano Robert P. McCulloch, conosciuto per aver avviato una proficua industria di motoseghe, ne venne a conoscenza e decise di acquistarlo, questo perché aveva recentemente fondato una città con la fortuna in sua possesso e cercava una qualche attrazione interessante da metterci.
  • Nel XVI secolo era legale in Turchia per una donna chiedere il divorzio da suo marito se questi non le dava abbastanza caffé: Un impero grande come quello Ottomano nel 1500 non possedeva un unico codice di leggi, soprattutto riguardo ad argomenti familiari come i divorzi. Ricordiamo che nel mondo arabo non c’era nessun problema con un divorzio avviato dall’uomo o dalla donna, quindi i processi di tale natura si basavano sulle convinzioni personali del giudice e sullo studio di casi simili e decisioni di magistrati passati. In quel momento storico il caffé, amarissimo per le pratiche di produzione del periodo, era visto dagli Ottomani come un effettivo bene di prima necessità, al pari dell’acqua, questo perché alla bibita si associava, per la sua capacità di stimolare i sensi e la mente, un potere illuminante, si diceva che potesse risvegliare la mente, migliorare l’intelletto ed avvicinare l’uomo alla conoscenza divina. Tornando ai divorzi: un uomo o una donna turca poteva richiedere il divorzio dal proprio coniuge per qualsiasi causa, sarebbe stata la Corte a determinare se questa causa fosse legittima e dunque ad approvare il divorzio e le sue condizioni. Andando ad analizzare i resoconti dei casi del tempo è possibile riscontrare non poche situazioni in cui la donna ha chiesto di divorziare il marito perché questi non acquistava o poteva permettersi abbastanza caffé.

Il Castoro a Carnevale

Posted on Marzo 14, 2026 by EVGENY VASILENKO

Occhio alla testa in Puerto Rico, a Carnevale.

Anche in Puerto Rico si celebra il carnevale, e nelle città di Loiza e Ponce possiamo trovare maschere molto singolari. Si tratta dei Vejigantes, personaggi colorati, caratteristici, simpatici ma anche un po’ inquietanti, ispirati a pipistrelli e mostri tipici del folklore africo-taìno. Il nome (parola creata dalla fusione di “vejiga”, vescica, e “gigante”, gigante) deriva dalla tradizione puramente portoricana di gonfiare vesciche di vacca e usarle come mazze soffici per menare allegramente i propri compaesani durante le festività, il con addosso la tipica maschera.

 

Cambiare look in un batter d’occhio? A Sichuan vi è il segreto!

Nella provincia cinese del Sichuan, nel ‘700, è nato uno stile di teatro rinomato in tutta la Cina. Una caratteristica chiave di esso è il Bian Lian, letteralmente: cambio di faccia. Questa antica arte, la cui tecnica è tramandata di padre in figlio e tenuta rinchiusa nei circoli più importanti del teatro orientale, permette agli attori, che tradizionalmente portano maschere per rappresentare stati d’animo e caratteristiche dei personaggi, di cambiare maschere con una velocità sorprendente, in modo tale che al pubblico pare che sia stata la maschera stessa a cambiare e non la mano dell’esperto a muoversi.

 

Maschere Veneziane: tradizione, colore e transvestiti.

Le maschere veneziane: l’essenza della tradizione carnevalesca italiana, ma non tutti conoscono bene le vere ragioni dietro alle varie maschere e le loro singolari storie. Qui ci concentriamo però su una storia abbastanza inusuale: quella della Gnaga. Gnaga in veneto significa “Gatta” e il nome della maschera deriva appunto dalle sue fattezze feline. Il costume era abbastanza facile da realizzare: bastava mettersi dei tipicissimi vestiti da donna del tempo. La peculiarità? Solo gli uomini prendevano questo aspetto. Mettendosi la maschera della Gnaga gli uomini dovevano atteggiarsi da donna del popolo, invertendo i ruoli di genere tanto prevalenti nella società del tempo, intercalando i loro discorsi estremizzati e di registro basso con miagolii e suoni striduli da gatto.

 

I therians: cosa sono? Perché fanno quello che fanno?

C’è la probabilità che alcuni di voi abbiano già visto un therian: di cosa sto parlando? Sono quei ragazzi e quelle ragazze che a volte si possono trovare nei parchi con maschere da animale anche dopo Carnevale, a girare a quattro zampe, a volte emettendo anche suoni bestiali e imitando a pieno il comportamento della loro maschera. Quale potrebbe mai essere il motivo di un tale comportamento? La sottocultura Therian si basa su un misto di passione per racconti sul tema dei lupi mannari (infatti le prime tracce del movimento le possiamo trovare su un forum di lettori di horror nel 1993) e di tradizioni sciamane e spiritualistiche, che includevano la teriantropia (la trasformazione di uomini in animali) nei loro riti fondamentali. Essi infatti considerano il proprio teriotipo, il nome ufficiale dell’animale il quale comportamento e aspetto intendono imitare, una parte importante di loro e del loro spirito, alcuni la definiscono una simbiosi, altri una possessione, altri una vera e propria dissociazione fra anima e corpo: è l’animale ad abitare dentro di loro, non il contrario.

 

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Il Castoro curioso 1 – 2025/26

Posted on Febbraio 25, 2026Marzo 14, 2026 by Paolo Giacosa

Gli alberi di Natale artificiali: con voi grazie alle… oche

Il primo albero di Natale artificiale fu costruito in Germania negli anni ‘80 dell’800, in risposta ad un periodo di deforestazione particolarmente aggressiva; mentre oggi sono composti soprattutto di alluminio o PVC, allora si facevano con piume d’oca colorate di verde e legate a dei rami di fil di ferro. Questi alberi guadagnarono popolarità soprattutto nel 20esimo secolo, in America, dove gli alberi veri erano già stati rimpiazzati da piramidi di legno, e attraversarono un ulteriore processo di evoluzione che li portò al loro aspetto moderno e ad espandersi anche in paesi che non soffrivano della mancanza di alberi.

 

Jingle Bells: spirito natalizio o cash grab?

Jingle Bells, la canzone natalizia per eccellenza, fu patentata da James Lord Pierpont il 16 Settembre 1857, ma lui non aveva il Natale in mente mentre la scriveva, dato che l’aveva già fatta suonare in un teatro di Boston; si pensa che avesse combinato parti di varie canzoni del genere dei “Canti da Slitta”, popolarissimi ai tempi, con un solo obiettivo: guadagnare. La canzone infatti ha un suono molto piacevole e poco complesso da produrre, il che, combinato con l’assenza di originalità del testo o del ritmo, fece pensare ai suoi contemporanei che Pierpont avesse solo pensato ad un modo semplice e veloce per riempirsi le tasche.  Nonostante tali critiche circondassero il componimento esso si è trasformato in un inno tipico del Natale. 

 

Il rinvio di GTA 6 interrompe il parlamento Polacco

11 Ottobre 2025, il parlamento Polacco è in sessione e il senatore Witold Tumanowicz porta all’ordine del giorno il ritardo della pubblicazione di GTA VI, definendolo “Disturbante” e “Uno scandalo”, probabilmente con ironia visto il contesto.

 

 

 

Non siamo nel matrix. La scienza lo prova

Nell’Università Okanagan della Colombia Britannica è stata risolta la questione cospirologica secondo la quale staremmo tutti vivendo in una complessa simulazione al computer. Questo grazie al teorema matematico noto come “L’incompletezza di Gödel”, che dimostra che per generare un universo digitale ci vorrebbe una macchina capace di immaginare concetti non-algoritmici, il che è impossibile per il modo in cui funzionano le tecnologie moderne. 

 

 

di Evgeny Vasilenko

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