Logo_ErrorediStampa
Menu
  • Home
  • Chi Siamo
Menu

Categoria: Articoli speciali

Editoriale 3/2026

Posted on Giugno 3, 2026 by Paolo Giacosa

Ci siamo. Quel momento dell’anno che a settembre sembrava solo un miraggio lontano è infine arrivato. Tra pochissimi giorni i corridoi si svuoteranno e il silenzio prenderà il posto del brusio costante che ci ha accompagnato per mesi. La scuola si ferma per l’estate, e con essa si conclude anche il percorso del nostro giornalino per questo anno scolastico.
Guardandoci indietro, questi mesi sono volati tra una verifica consegnata con il batticuore, un caffè preso di corsa alle macchinette e quei dieci minuti di intervallo che sembrano sempre troppo corti. Abbiamo condiviso risate e affrontato giornate in cui la stanchezza sembrava avere la meglio. Eppure, siamo arrivati alla fine.
Tra queste pagine noi del giornalino abbiamo provato a raccontare il mondo degli studenti. Inoltre, abbiamo cercato anche di capire un po’ meglio la realtà che si muove fuori dalle mura della nostra scuola. Scrivere per questo giornalino è stato, per tutti noi della redazione, un modo per dirci che la scuola non è solo un luogo dove si ascoltano lezioni, ma uno spazio da abitare, vivere e personalizzare.
In questo editoriale finale, il pensiero va inevitabilmente a chi si prepara a vivere un momento di passaggio fondamentale:
–a chi affronterà gli esami: che sia la fine del ciclo o la maturità, a voi va il nostro “in bocca al lupo” più grande. Non lasciatevi schiacciare dall’ansia. Ricordatevi che un voto descrive una prestazione, non il vostro valore come persone.
–a chi resta: ci rivediamo a settembre, pronti a ricominciare, a accogliere i nuovi arrivati e, perché no, a scrivere storie ancora più grandi.

Grazie a tutti voi lettori che ci avete seguito e letto. Grazie ai professori che hanno supportato (e a volte sopportato) la nostra intraprendenza, e alla presidenza che ci ha concesso questo spazio di libertà.

Ora è il momento di spegnere i computer, posare le penne e goderci il sole, il mare e la libertà dell’estate.

 

La redazione di Errore di Stampa

Ritorni

Posted on Giugno 3, 2026 by Paolo Giacosa

 

 

Illustrazione di Matteo Somà

IL PICCIONE RECENSORE – Il Viaggio

Posted on Giugno 3, 2026 by Margherita BAVARESCO


Scommettiamo: non avete mai letto la recensione di un gioco da tavolo. E invece in questa rubrica troverete questo e molto altro, tutto collegato da un tema diverso ogni numero. Questa volta verrà trattato il tema del viaggio, tema a dir poco attuale valutando che ormai il periodo estivo di vacanze e ferie si fa vicino. Perciò tra viaggi non solo fisici, ma anche mentali e sopratutto artistici, si spera che troviate qualcosa di interessante da fare per questi prossimi caldi.

——————————————————————————————————————————————–

LIBRO:

•Le mappe dei miei sogni•

Autore: Reif Larsen

Anno di pubblicazione: 2009 (edizione originale)

Genere: Romanzo di formazione

Trama: T.S. Spivet è un ragazzino prodigio di dodici anni, appassionato di cartografia, scienza e osservazione del mondo. Lui vive in un ranch nel Montana assieme alla sua famiglia a dir poco particolare: una madre con un ossessione per gli insetti, un padre cowboy e una sorella con un particolare interesse per il concorso di Miss America. Però questo nucleo familiare una volta ospitava anche suo fratello, Layton, morto a causa di un tragico incidente avvenuto nel ranch, morte che causerà un gran senso di colpa nel giovane T.S.. Infatti, dopo aver ricevuto un prestigioso premio scientifico, T.S. decide di attraversare da solo gli Stati Uniti in treno per ritirarlo, iniziando così un viaggio dove affronta paure, ricordi dolorosi e riflessioni profonde sulla famiglia, sull’identità e sul bisogno umano di orientarsi nel mondo.

Questo si può dunque dire essere più di una semplice avventura: è un’occasione per riflettere sulla crescita e sulla ricerca del proprio posto nel mondo.
Ritengo che lo stile dell’autore, Larsen, sia creativo e coinvolgente, soprattutto grazie alle illustrazioni e le mappe che accompagnano la narrazione, rendendo la lettura più originale e immersiva.
Quindi, questo romanzo diverso dal solito, è l’ideale per chi ama le storie caratterizzate dalla crescita, personaggi eccentrici e l’unione tra narrativa e immagini visive.

——————————————————————————————————————————————–

FUMETTO:

•Veil•

Autore e disegni: Kotteri!

Anno di pubblicazione: edizione italiana 2024

Casa editrice: J-Pop

Genere: slice of life

Volumi: in corso

Trama: Un poliziotto e una ragazza non vedente, questi sono i protagonisti di Veil, un fumetto che non si concentra su grandi colpi di scena con intreccio drammatico e complesso degli eventi, ma su momenti quotidiani che compongono il viaggio della vita. Infatti, la trama non procede in modo lineare, ma è più simile ad una raccolta di istanti, con ogni suo capitolo che mostra un frammento della loro relazione, che, senza bisogno di spiegazioni esplicite, cresce lentamente e gradualmente. Ed è proprio questa semplicità uno degli aspetti più particolari dell’opera: il lettore viene coinvolto non dall’azione, ma dall’atmosfera e stile della storia narrata.
Infatti, dal punto di vista grafico, Veil colpisce subito. Le sue tavole hanno uno stile elegante e delicato, con un uso molto curato delle luci, dei vestiti e delle espressioni, facendo sembrare ogni sua vignetta uno scatto per una rivista di moda. Appunto molte scene sembrano quasi fotografie o illustrazioni artistiche più che pagine di un manga tradizionale, dotate di colori e spazi vuoti che contribuiscono a creare una sensazione calma e quasi sospesa nel tempo.

Se si è alla ricerca di un fumetto da leggere, non tanto per scoprire ed essere coinvolti in storie o momenti straordinari, quanto per leggere qualcosa solo con il fine di godersi la lettura (soprattutto se grafica) in se, questa è proprio la scelta giusta. Infatti lo stile delicato ma allo stesso tempo delicato dei suoi disegni, i colori accesi, e le vignette che sembrano scatti dinamici, sono ciò che attira subito l’occhio del lettore e che invogliano a leggere una storia semplice che sembrerebbe quasi essere stata ideata non per essere accompagnata dal disegno, ma per andare a pari passo con questo.

——————————————————————————————————————————————–

GIOCO DA TAVOLO:

•Black Fleet•

Autore: Sebastian Bleasdale

Illustrazioni: Denis Zilber

Anno di pubblicazione: 2014

Genere: strategia

Numero di giocatori: 3–4

Età consigliata: 14+

Durata media: circa 60 minuti

In Black Fleet ogni giocatore controlla contemporaneamente tre tipi di navi: una nave mercantile,
una nave pirata e le fregate della marina reale. Lo scopo è accumulare più dobloni possibili trasportando merci, assaltando gli avversari e migliorando la propria flotta con carte speciali. Il gioco si svolge in un’ambientazione piratesca colorata e dinamica, dove le rotte commerciali si intrecciano con inseguimenti, attacchi e tesori nascosti, permettendo la creazione di strategie sempre diverse che rendono ogni partita diversa e imprevedibile.

Questo è un gioco accessibile, di facile comprensione, ma ricco di interazione, con partite che risultano vivaci grazie alla continua competizione tra commercianti, pirati e marina.
Questo è il gioco ideale da giocare in famiglia e amici, con componenti materiali che fanno sì che ogni giocatore possa immedesimarsi nei panni del perfetto pirata facendo uso di dobloni realistici e navi estremamente dettagliate. Non è necessario dire che potreste rendere le vostre amicizie (ma anche il rapporto con vostra madre) ancora più strette, o distruggerne altre a suon di ruberie, ma tutto ciò poco importa finché si hanno le tasche piene di monete d’oro e d’argento.

——————————————————————————————————————————————–

VIDEOGIOCO:

•Hohokum•

Data di uscita: 2014

Sviluppo: Honeyslug e Richard Hogg

Pubblicazione: Sony Computer Entertainment

Piattaforme: PlayStation 3, PlayStation 4, PlayStation Vita, Steam

Genere: Avventura artistica, esplorazione, puzzle atmosferico

Trama: Hohokum non presenta una vera e propria trama tradizionale: infatti il giocatore controlla una lunga creatura volante chiamata “Long Mover”, simile a un occhio con una lunga coda, che attraversa mondi surreali pieni di personaggi stravaganti, animazioni astratte e ambientazioni psichedeliche, senza fare quasi mai uso di parole o dialoghi.
L’obiettivo principale è esplorare liberamente gli scenari, interagire con gli elementi presenti e scoprire piccoli eventi nascosti che trasformano il mondo di gioco, perciò ogni livello è ricco di segreti, creature bizzarre e situazioni poetiche che stimolano la curiosità più che la competizione.

Hohokum è più vicino a un’esperienza artistica interattiva che a un classico videogioco: non ci sono punteggi, combattimenti o obiettivi rigidamente definiti, il piacere nasce dall’esplorazione e dalla scoperta, che segue unicamente il ritmo di colui che ha il controller in mano.
Tra colori vivacissimi, animazioni fluide e musiche elettroniche, ci si può rilassare in un’atmosfera ipnotica, di cui ogni schermata sembra un quadro in movimento, capace di trasmettere meraviglia e leggerezza.
Quindi, dal punto di vista creativo, si può dire a mani basse che sia uno dei titoli più originali usciti nell’epoca indie su piattaforme PlayStation, che riesce a unire arte visiva, musica ed esplorazione in modo unico, quasi come un esperienza onirica interattiva.
Quindi, se ami esperienze artistiche e sperimentali, questo gioco, dal prezzo assai basso, può essere la perfetta scelta, soprattutto se accompagnato da una tazza di tisana calda (o meglio, fredda dato che ormai il caldo si fa sentire).

VBG Spring Blossom

Posted on Maggio 20, 2026 by EMMA PERILLO

Ormai gli ultimi fiori sono già sbocciati e la primavera sta giungendo al termine. Sta arrivando l’estate, che i nostri lettori attendono per liberarsi dalla routine scolastica e riempire la giornata di viaggi e nuotate. Anche la Fiera di Primavera è solo un lontano allegro ricordo pieno di cibo, musica, fiori e sport. Quest’anno, contrariamente alle previsioni, il tempo ci ha donato giornate serene, così il nostro liceo ne ha approfittato per presentare alcuni suoi progetti, come l’attività con la realtà aumentata del Classico e del LES a Breo, dopo il successo alla Notte Del Classico, o la visita al Museo della ceramica di Piazza con le opere dell’Artistico.

Maggio, però, è stato pieno di sorprese. I nostri studenti lo sanno bene come verifiche e interrogazioni possano dominare la scena, ma ci sono anche momenti di svago a scuola, come le gite scolastiche.

La giornata del 23 aprile è trascorsa fin troppo velocemente per il biennio del Classico a Nizza, mentre i compagni dello Scientifico sono andati alla ricerca di minerali a Torino e a conoscere lo spazio ad Infini-To.

La 4°  Linguistico ha vissuto uno school link con Germania e Spagna, un’esperienza educativa e divertente. Il Biennio del Liceo delle Scienze Umane e dell’Economico-Sociale sono stati a Torino per conoscere il capoluogo piemontese. Il 24 aprile le classi 5° B e 4° C si sono recate presso la Casa circondariale di Cuneo, dove hanno incontrato alcuni detenuti con cui hanno svolto un’attività presso il laboratorio di panificazione “Panaté”.

Spazio poi alle attività sportive: “Nuota la Scuola” per una selezione di alunni e il corso di vela sempre molto apprezzato dalle classi 4° S e 4° T.

Concludiamo con una novità della 3° M in collaborazione con Groove Eater Studio: il 23 maggio presenteranno alla comunità  il primo cortometraggio “Chi avrebbe puntato su di te?”. Non perdetevi la proiezione!

LE SCAM CITY

Posted on Maggio 20, 2026 by CAMILLA ROMANO

Che cosa sapete sulla Thailandia? Tutti parlano delle sue famose spiagge tropicali del Phuket e Koh Samui, dei suoi monumentali templi buddisti, degli elefanti e delle sue colorate festività, come il capodanno thailandese. O ancora, tutti la conosciamo sotto un solo nome: Bangkok, la capitale, una città vivace e variegata, scenario di diversi film. Una metropoli che offre grande varietà di esperienze e opportunità, tra cultura, tradizione, vita notturna e ristoranti in cui provare i loro piatti speziati, come il Pad Thai. 

E ora, cosa sapete invece sulle truffe? Tutti – nessuno escluso – ne hanno già sentito parlare o, magari, ne hanno sperimentata qualcuna. Si tratta di inganni messi in atto per ottenere denaro o informazioni manipolando le vittime e possono avvenire sia nella vita quotidiana sia online. Come emerge da alcuni servizi giornalistici, spesso non è il singolo individuo a svolgere queste attività, bensì gruppi organizzati che operano all’interno di strutture simili ad aziende, spesso difficili da distinguere perché si confondono tra i normali edifici della città.

Ebbene, se vi dicessi che la più grande industria di truffe si trova proprio in Thailandia? Tra le meraviglie della sua costa e delle città, infatti, al confine occidentale con il Myanmar, nascoste in una valle, sono nate, solo da qualche decennio, le “scam city”. Le Scam city- letteralmente “città-truffa”- dobbiamo immaginarle come enormi capannoni situati in zone strategiche, in cui governano la mafia cinese o milizie paramilitari, che si occupano del traffico di droga e gioco d’azzardo. Pare che i soldi incassati dalle vincite al casinò, un’usanza di voga in Oriente, siano stati investiti nella costruzione di tali fabbriche. Ogni Scam City è dotata di ogni tipo di comfort: a primo impatto, infatti, sembrano veri e propri villaggi turistici, con discoteche, ristoranti, palestre, alloggi e uffici. Esattamente, uffici in cui i giovani che vi lavorano sono spesso stati a loro volta ingannati da falsi annunci di lavoro, cadendo così nelle trappole organizzate dai gruppi criminali. Solitamente, in questi messaggi, il capo promette vitto, alloggio e volo pagato. Così, attratti dalla promessa di un affare, rispondono all’annuncio inviando i propri dati personali e, talvolta, già il giorno successivo si ritrovano su un volo per Bangkok. Molti probabilmente non sanno bene a cosa vanno incontro né in cosa consista realmente il loro lavoro, ed è proprio su questo senso di incertezza che i truffatori fanno leva. Appena scesi dall’aereo, vengono intelligentemente rapiti, senza essere visti trasportati in un furgone e portati dritti alle Scam city, dove vengono resi “schiavi da computer”. Il lavoro negli uffici è estenuante e continuo, e molto probabilmente molte delle truffe che coinvolgono l’intero globo provengono dal Myanmar. Le truffe possono assumere forme diverse: investimenti fasulli, vincite improvvise di denaro e molto altro. Tuttavia, la specializzazione del KK Park riguarda quelle romantiche, ovvero messaggi inizialmente di apprezzamento che possono essere indirizzati praticamente a chiunque nel mondo, con l’obiettivo di ingannare emotivamente la vittima. Infatti si fondano sulla base delle relazioni a distanza, nate su chat di incontri o altre app, ma con scopi tutt’altro che sinceri: prima si crea un contatto con la persona interessata, poi si instaura lentamente una quotidianità e un rapporto di fiducia. Infine arriva il colpo finale: quando il truffatore sente di avere la vittima tra le sue mani, inventa una disgrazia improvvisa per la quale richiede denaro. Molto denaro. D’altra parte, la vittima si sente quasi impotente di fronte a quella situazione e si indebita, pur di aiutare quello che pensa sia la persona amata. Ed è così, con la manipolazione psicologica, che la vittima entra in una sorta di loop dal quale è difficile uscire, rendendo complicato riconoscere le bugie, soprattutto quando il meccanismo diventa un’abitudine consolidata nel corso degli anni. 

Dall’altra però, chi svolge tali attività, non è da punire, o almeno, non per tutto. Sta eseguendo degli ordini, e se non raggiunge il numero giornaliero di truffe e soldi, viene picchiato, menato, violentato, se è fortunato, se no, rischia la prigionia per alcuni giorni. Le Scam City sono a tutti gli effetti delle città fortezza, circondate da mura e filo spinato. All’interno, si trovano imponenti strutture grigie, finestrate con tanto di terrazzi. Quelle sono le abitazioni delle persone che, dopo essere state ore e ore davanti a uno schermo, passano le loro serate, cercando una vana normalità. Oltre agli appartamenti, le Scam city offrono ai truffati (e truffatori) diverse strutture per il divertimento, come discoteche e ristoranti, per lo sport, come palestre. Luoghi che, sulla carta, ricordano la normalità, ma che in realtà fanno parte dello stesso sistema contorto e persuasorio. Naturalmente, il cuore della città sono gli uffici, bui ed enormi. Tutti i prigionieri hanno la propria postazione: un computer, una lampada, tutti i siti immaginabili di criptovalute e incontri e un orologio davanti gli occhi, per ricordare loro lo scopo delle truffe. Gli uffici sono controllati e gestiti dalla mafia cinese, comandanti e soprattutto circondati da telecamere, sempre accese. Naturalmente, i filmati (ripresi dalle videocamere) non sono passati inosservati: pur essendo top secret, i report della CNN, giornalisti locali e l’organizzazione Myanmar Witness, sono riusciti ad ottenere il consenso a tali video e immagini dall’estero che documentano i maltrattamenti, abusi e condizioni di lavoro estenuanti.

Quindi, se vi arriva un messaggio da una bella ragazza, una vincita alla lotteria, o ancora, un lavoro che vi promette miliardi, non cadete nella trappola, non siate superficiali e osservate bene.

It’s not too late to say stop

Posted on Maggio 20, 2026 by EMMA CASASSA


Il tema di questa edizione è il viaggio. “Un viaggio è lo spostamento fisico o ideale di persone, animali od oggetti da un luogo di partenza a una destinazione distante. Può essere motivato da necessità (lavoro, salute) o da scopi di piacere, studio e scoperta, ed è spesso associato a un’esperienza di arricchimento personale e culturale” recita il vocabolario. La maggior parte di noi associa un viaggio ad una semplice vacanza ma un viaggio può e – a mio parere – deve essere qualcosa di più: una presa di consapevolezza. Entrare in contatto con realtà diverse dalla nostra è fondamentale per conoscere e comprendere altre culture e spesso è l’unico modo per renderci conto di quanti privilegi abbiamo rispetto a gran parte del mondo. Purtroppo anche in questa fase della storia globale – così delicata in cui siamo praticamente sull’orlo di una guerra mondiale – sembra esserci ancora troppo disinteresse nei confronti di ciò che succede sul pianeta. La “scusa” più utilizzata per giustificare la propria disinformazione è quella di trovarsi “lontano” dai Paesi in cui la situazione è più critica al momento, ma ragionare così è assurdo dal momento che tutti abitiamo su questa stessa Terra. Inoltre, la maggior parte dei conflitti interessa più o meno direttamente proprio noi Europei. Per presentare un esempio pratico, basta far riferimento ai prezzi in forte rialzo delle bollette della luce e del gas o le stime preoccupanti riguardo al costo di benzina e diesel a causa della rottura della catena di approvvigionamento in seguito alla chiusura da parte dell’Iran dello stretto di Hormuz. 

Non solo, il rincaro energetico si trasferisce su tutti i beni di consumo a causa dell’aumento dei costi di trasporto e produzione. L’inflazione in Italia è stimata in aumento fino a +1,1% nel 2026 a causa del blocco. 

Al giorno d’oggi le possibilità e i mezzi che abbiamo per informarci anche dalle mura di casa nostra sono moltissimi e siamo inondati continuamente da così tante notizie che è più difficile individuare quelle false che fare ricerche.

Informarsi su quello che succede intorno a noi (e pure qualche chilometro più in là) ed esserne coscienti è fondamentale perché solo in possesso di conoscenze oggettive possiamo formulare una nostra opinione e sviluppare uno spirito critico con cui scegliere quali ideologie seguire e chi vogliamo sostenere ed eleggere come nostra guida politica. 

Per esempio è importante non criticare genericamente i comportamenti di un Paese, ma bisogna assicurarsi di non votare per governi che da anni cooperano industrialmente e forniscono armi a chi si macchia di crimini contro i diritti umani o che cercano di censurare artisti che non hanno paura di chiamare queste azioni col loro nome di genocidio.

“Non è troppo tardi per dire basta, ma se non lo facciamo non dovremmo essere in grado di definirci umani” è il messaggio lanciato dall’attivista svedese Greta Thumberg sul suo account Instagram il 7 aprile, poco dopo che il presidente statunitense Trump aveva minacciato che in caso di persistenza del blocco dello stretto di Hormuz un’intera civiltà sarebbe stata cancellata la sera stessa, per non essere riportata indietro mai più.

Quindi informiamoci di più, viaggiamo quanto ci è possibile per conoscere il mondo, non voltiamoci dall’altra parte e diciamo “basta”.

Roma 2026: Tre giorni nella Città Eterna

Posted on Maggio 20, 2026 by CAMILLA ROMANO
Articolo di Sofia Civello e Miriam Gallesio (classe 3L Economico-Sociale)
Preparate le scarpe comode e caricate i power bank: la nostra gita a Roma sta arrivando! Non sarà la solita lezione di storia noiosa, ma un’immersione totale tra monumenti giganti, piazze da film e, ovviamente, un sacco di risate con i compagni. Ecco cosa abbiamo fatto!
📍 Day 1:
Si parte prestissimo da Mondovì (06:30, sì, è servito molto caffè!) per catapultarci a Roma Termini. Giusto il tempo di lasciare gli zaini e siamo già faccia a faccia con la leggenda: il Colosseo. Foto di rito obbligatoria, poi via a camminare tra le rovine del Foro Romano e del Palatino. La giornata si conclude con una passeggiata lungo i Fori Imperiali al tramonto e un’ottima cena al ristorante.
📍 Day 2:
Il secondo giorno è un tour de force della bellezza. Partiamo col botto verso la Fontana di Trevi, poi il Pantheon e le scalinate di Piazza di Spagna. Nel pomeriggio visitiamo Castel Sant’Angelo e conosciamo la sua storia: prima prigione, poi fortezza. Finiamo, infine, la giornata nella maestosità di Piazza San Pietro e con la visita della Basilica.
📍 Day 3:
Ultimo giorno dedicato a una zona diversa: l’EUR. Andiamo alla scoperta del Museo delle Civiltà dove abbiamo potuto conoscere molte tradizioni particolari in giro per l’Italia. Prendiamo poi il treno e siamo a Mondovì intorno alle 21:15, stanchi, ma con la galleria del telefono piena e tante storie da raccontare e risate da ricordare!

Mutamenti

Posted on Marzo 25, 2026 by Paolo Giacosa

Illustrazione di Margherita Bavaresco.

 

Logo_ErrorediStampa 512x512

Editoriale 2/2026

Posted on Marzo 14, 2026Marzo 20, 2026 by Paolo Giacosa

Dalle primordiali tracce di vita in acqua, agli animali dell’Età della Pietra, fino all’uomo che compie i suoi primi passi: l’evoluzione e il cambiamento rappresentano l’avanzare continuo della vita e dell’umanità.
E la maschera è l’elemento principe del cambiamento: è uno degli oggetti culturali più antichi e più presenti nelle culture del mondo. Ogni popolazione ha una sua festività o tradizione che include l’indossare maschere o il cambiare aspetto per rappresentare un ideale, un simbolo o un personaggio leggendario o comico.

Per non parlare delle implicazioni artistiche: il teatro, il cinema – ad esempio – si basano sul mettere una maschera, letteralmente o allegoricamente. 

Il cambiamento, però, non è costituito solo da maschere e costumi, ma appartiene all’intero pianeta. Dalla visione macroscopica dell’assetto politico mondiale estremamente mutevole, ai recenti sviluppi nella scienza, nella tecnologia e nell’informatica. Arrivando fino alla nostra realtà, quella del “Vasco Beccaria Govone”, con nuovi progetti, la notizia sempre più prossima del trasloco nel Polo Scientifico e le news sulle materie d’esame (un’evoluzione decisamente shockante!). 

 

Come di consueto, la Redazione di Errore di Stampa vi augura una piacevole lettura (con un sito tutto nuovo: così rimaniamo in tema novità).

Ci risentiamo al prossimo numero!

 

La Redazione di EdS

Prospettive sul caso Maduro

Posted on Marzo 14, 2026 by EMMA CASASSA

Marzo è iniziato, la primavera ormai è alle porte.

Presto i fiori sbocceranno… la stagione in arrivo è la rappresentazione della forza della natura che storicamente non può essere fermata nemmeno dopo il più duro degli inverni. Simboleggia la ciclicità della vita. è metafora di rinascita, speranza e di nuovi inizi carichi di energia vitale.  E di primavera si può parlare anche per il Venezuela.

Ad oggi può sembrare strano associare immagini così fiorenti a un Paese come il Venezuela… infatti non tanti sanno che tra gli anni ‘50 e ‘80 molti italiani in cerca proprio di nuove opportunità lo hanno visto come la meta perfetta. In quel periodo, infatti, era il quarto Paese più ricco al mondo per PIL pro capite, superando nazioni come la Germania e il Giappone; dopo aver scoperto il petrolio e aver trasformato la propria economia da agricola a petro-dipendente, a causa di un’impennata dei prezzi del petrolio, il Venezuela ha vissuto una fase di estrema ricchezza, soprannominata “Saudi Venezuela”.

Inoltre, dopo la caduta della dittatura di Pérez Jiménez, il periodo democratico iniziale è stato caratterizzato da bassa inflazione e un forte aumento della classe media.

Le notizie che attualmente sentiamo riguardo a questo Paese sono molto differenti, tanto che si fatica a credere a quanta prosperità lo abbia caratterizzato relativamente poco tempo fa: è naturale chiedersi cosa sia successo in seguito e come si è arrivati alla situazione degli ultimi anni.

 

 

Per rispondere a queste domande, vi proponiamo il racconto di Luisana Paola Malpica Urbina*, 25 anni, che oggi vive in Spagna ma è originaria del Venezuela e vi ha trascorso l’infanzia.

Innanzitutto le abbiamo chiesto di raccontarci di come era il Paese quando è nata e ci ha spiegato che era un luogo tranquillo, anche se il partito giustizialista era già al potere.

C’era stabilità economica, poca criminalità e tutto ciò di cui si aveva bisogno si trovava a portata di mano.

Nel 2002 ci fu lo sciopero petrolifero: molti abbandonarono il Venezuela e il Paese iniziò a destabilizzarsi, non tanto come adesso ma a detta sua si poteva quasi prevedere quello che sarebbe successo in seguito. 

Poi le abbiamo chiesto: ”E’ cambiata la vita con Maduro?” e cosa avesse spinto la sua famiglia a trasferirsi. 

Luisana ci ha risposto che, dal suo punto di vista, il governo di Maduro è stato sicuramente il peggiore in termini governativi. “Abbiamo sofferto molto. Il 2017 è stato forse l’anno più duro. Non riuscivamo a trovare cibo. Dovevamo fare lunghe file, a volte per giorni, per comprare 1 kg di farina, assorbenti, carta igienica e tutti i beni di prima necessità. Non avevamo i servizi essenziali come acqua, gas o elettricità. Il peggio erano le interruzioni di corrente, perché capitava di restare anche tutto il giorno senza elettricità. Per studiare all’università, era difficile trovare il modo di arrivarci e gli stipendi non erano sufficienti a pagare il biglietto dell’autobus. Oltre a ciò, abbiamo dovuto affrontare innumerevoli conversioni di valuta; non so nemmeno quante volte sia cambiata. È stato un disastro totale.

Io ho deciso di lasciare Venezuela quando, dopo aver trascorso una settimana senza elettricità, il cibo era andato a male, non c’era connessione telefonica e quindi non potevamo comunicare ai nostri parenti fuori dal Venezuela cosa stava succedendo e c’era solo un supermercato dove si poteva comprare da mangiare e caricare i cellulari che ovviamente era pieno perché era l’unico funzionante.”

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, le forze speciali statunitensi hanno condotto un’operazione militare a Caracas, in Venezuela, denominata “Operation Absolute Resolve”. Maduro è stato catturato e immediatamente trasferito a New York per rispondere ad accuse sul narcotraffico. L’attacco degli Stati Uniti è stato considerato illegale secondo il diritto internazionale. Allora le abbiamo domandato: “Cosa hai pensato appena hai saputo ciò che è successo il 3 gennaio di quest’anno?”

Le sue parole sono state: “Sono rimasta scioccata e ho pianto di felicità. D’altra parte, però, mi sono preoccupata, perché non avevamo idea di come si sarebbe potuta evolvere la situazione. Fino a quando non ho sentito Trump parlare dell’accaduto, non ci credevo neanche. Ero angosciata perché parte della mia famiglia è ancora lì in Venezuela e pensavo che potesse succedere loro qualcosa, temevo che il governo venezuelano potesse attaccare lo stesso popolo. Sono comunque molto felice perché, dopo tanti anni di disagi, ritorsioni, povertà, addii, abbiamo visto un po’ di luce.” 

Infine abbiamo chiesto a Luisana quali speranze serba per il suo Paese di origine e ci ha risposto che è sicura che tutto si risolverà, prima o poi. “Ovviamente, non accadrà dall’oggi al domani, ma finalmente ci sono dei progressi nella direzione per cui si ha lottato tanto duramente.” 

Per lei fondamentale è María Corina Machado, che ha gestito tutto questo con il sostegno internazionale (la donna è attualmente la figura principale dell’opposizione venezuelana contro il regime chavista ed è nota per essere una leader tenace e per la sua lotta di lunga data per la democrazia culminata con l’assegnazione del Premio Nobel per la pace nel 2025).

“Come ho detto prima, questa volta la speranza è più concreta, la nostra fede rimane forte e sogniamo di poter tornare un giorno, con le nostre famiglie, i nostri amici, i nostri conoscenti, con tutti coloro che vorranno venire”.

Il sollievo della popolazione venezuelana nel vedere l’arresto del leader che illegalmente governava il Paese è comprensibile ma allo stesso tempo l’accaduto è spaventoso, soprattutto in seguito all’attacco a sorpresa proprio degli Stati Uniti, alleati con Israele, contro l’Iran.

Sul Corriere della Sera si può leggere questo approfondimento.

Il controllo delle catene di approvvigionamento petrolifero globali è fondamentale, in particolare quando ci sono interruzioni improvvise. Ecco perché l’attacco al Venezuela è stato “propedeutico” alla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele all’Iran. «In questo preciso scenario, un Venezuela gestito dagli Stati Uniti diventa un’ancora di salvezza economica», scrive Responsible Spacecraft, magazine online della think tank The Quincy Institute. «Gran parte delle riserve venezuelane potrebbe essere inaccessibile per ora, dato lo stato di degrado delle sue infrastrutture petrolifere, ma una nuova legge sull’estrazione e gli investimenti esteri potrebbe aumentare l’accesso per le aziende americane. Il colpo di Stato di Caracas è stato, quindi, un’assicurazione contro una guerra con Teheran».

Il Venezuela infatti possiede le più grandi riserve conosciute di oro nero al mondo, un quinto del totale: la Cina può continuare ad acquistarlo, ma ora deve farlo attraverso i nuovi mediatori statunitensi. 

Nell’attuale scenario mondiale cambieranno radicalmente i rapporti di forza anche in campo energetico. «Si ritiene che gli Stati Uniti mirassero a fare pressione sulla Cina, alleato chiave dell’Iran e importante importatore di petrolio greggio iraniano, attraverso il loro attacco a sorpresa contro l’Iran», scrive il sito coreano Chosunilbo.

 

Tornando al tema primavera, in un periodo di equilibri delicatissimi in cui non nascono che nuovi conflitti, ci auguriamo che nel mondo “fiorisca” la pace e che il governo e il popolo venezuelano trovino la forza di collaborare per la rinascita del Paese.

 

 

*La nostra Emma l’ha conosciuta durante il suo scambio culturale in Spagna, nell’ambito dei Progetti Erasmus+ che il nostro Liceo ha attivato nel corso dell’A.S. 2025/2026.

  • 1
  • 2
  • Next

Recent Posts

  • Editoriale 3/2026
  • Ritorni
  • IL PICCIONE RECENSORE – Il Viaggio
  • Latte, canguri, il London Bridge e il caffé
  • VBG Spring Blossom

Recent Comments

Nessun commento da mostrare.

Archives

  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026

Categories

  • Articoli speciali
  • Cultura e attualità
  • Il Castoro curioso
  • Il Piccione recensore
  • La vita al VBG
  • Sport
© 2026 Errore di Stampa | Powered by Minimalist Blog WordPress Theme
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}