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Mese: Maggio 2026

VBG Spring Blossom

Posted on Maggio 20, 2026 by EMMA PERILLO

Ormai gli ultimi fiori sono già sbocciati e la primavera sta giungendo al termine. Sta arrivando l’estate, che i nostri lettori attendono per liberarsi dalla routine scolastica e riempire la giornata di viaggi e nuotate. Anche la Fiera di Primavera è solo un lontano allegro ricordo pieno di cibo, musica, fiori e sport. Quest’anno, contrariamente alle previsioni, il tempo ci ha donato giornate serene, così il nostro liceo ne ha approfittato per presentare alcuni suoi progetti, come l’attività con la realtà aumentata del Classico e del LES a Breo, dopo il successo alla Notte Del Classico, o la visita al Museo della ceramica di Piazza con le opere dell’Artistico.

Maggio, però, è stato pieno di sorprese. I nostri studenti lo sanno bene come verifiche e interrogazioni possano dominare la scena, ma ci sono anche momenti di svago a scuola, come le gite scolastiche.

La giornata del 23 aprile è trascorsa fin troppo velocemente per il biennio del Classico a Nizza, mentre i compagni dello Scientifico sono andati alla ricerca di minerali a Torino e a conoscere lo spazio ad Infini-To.

La 4°  Linguistico ha vissuto uno school link con Germania e Spagna, un’esperienza educativa e divertente. Il Biennio del Liceo delle Scienze Umane e dell’Economico-Sociale sono stati a Torino per conoscere il capoluogo piemontese. Il 24 aprile le classi 5° B e 4° C si sono recate presso la Casa circondariale di Cuneo, dove hanno incontrato alcuni detenuti con cui hanno svolto un’attività presso il laboratorio di panificazione “Panaté”.

Spazio poi alle attività sportive: “Nuota la Scuola” per una selezione di alunni e il corso di vela sempre molto apprezzato dalle classi 4° S e 4° T.

Concludiamo con una novità della 3° M in collaborazione con Groove Eater Studio: il 23 maggio presenteranno alla comunità  il primo cortometraggio “Chi avrebbe puntato su di te?”. Non perdetevi la proiezione!

Problemi degli esploratori

Posted on Maggio 20, 2026 by MATTEO SOMA'

Illustrazione di Matteo Somà.

LE SCAM CITY

Posted on Maggio 20, 2026 by CAMILLA ROMANO

Che cosa sapete sulla Thailandia? Tutti parlano delle sue famose spiagge tropicali del Phuket e Koh Samui, dei suoi monumentali templi buddisti, degli elefanti e delle sue colorate festività, come il capodanno thailandese. O ancora, tutti la conosciamo sotto un solo nome: Bangkok, la capitale, una città vivace e variegata, scenario di diversi film. Una metropoli che offre grande varietà di esperienze e opportunità, tra cultura, tradizione, vita notturna e ristoranti in cui provare i loro piatti speziati, come il Pad Thai. 

E ora, cosa sapete invece sulle truffe? Tutti – nessuno escluso – ne hanno già sentito parlare o, magari, ne hanno sperimentata qualcuna. Si tratta di inganni messi in atto per ottenere denaro o informazioni manipolando le vittime e possono avvenire sia nella vita quotidiana sia online. Come emerge da alcuni servizi giornalistici, spesso non è il singolo individuo a svolgere queste attività, bensì gruppi organizzati che operano all’interno di strutture simili ad aziende, spesso difficili da distinguere perché si confondono tra i normali edifici della città.

Ebbene, se vi dicessi che la più grande industria di truffe si trova proprio in Thailandia? Tra le meraviglie della sua costa e delle città, infatti, al confine occidentale con il Myanmar, nascoste in una valle, sono nate, solo da qualche decennio, le “scam city”. Le Scam city- letteralmente “città-truffa”- dobbiamo immaginarle come enormi capannoni situati in zone strategiche, in cui governano la mafia cinese o milizie paramilitari, che si occupano del traffico di droga e gioco d’azzardo. Pare che i soldi incassati dalle vincite al casinò, un’usanza di voga in Oriente, siano stati investiti nella costruzione di tali fabbriche. Ogni Scam City è dotata di ogni tipo di comfort: a primo impatto, infatti, sembrano veri e propri villaggi turistici, con discoteche, ristoranti, palestre, alloggi e uffici. Esattamente, uffici in cui i giovani che vi lavorano sono spesso stati a loro volta ingannati da falsi annunci di lavoro, cadendo così nelle trappole organizzate dai gruppi criminali. Solitamente, in questi messaggi, il capo promette vitto, alloggio e volo pagato. Così, attratti dalla promessa di un affare, rispondono all’annuncio inviando i propri dati personali e, talvolta, già il giorno successivo si ritrovano su un volo per Bangkok. Molti probabilmente non sanno bene a cosa vanno incontro né in cosa consista realmente il loro lavoro, ed è proprio su questo senso di incertezza che i truffatori fanno leva. Appena scesi dall’aereo, vengono intelligentemente rapiti, senza essere visti trasportati in un furgone e portati dritti alle Scam city, dove vengono resi “schiavi da computer”. Il lavoro negli uffici è estenuante e continuo, e molto probabilmente molte delle truffe che coinvolgono l’intero globo provengono dal Myanmar. Le truffe possono assumere forme diverse: investimenti fasulli, vincite improvvise di denaro e molto altro. Tuttavia, la specializzazione del KK Park riguarda quelle romantiche, ovvero messaggi inizialmente di apprezzamento che possono essere indirizzati praticamente a chiunque nel mondo, con l’obiettivo di ingannare emotivamente la vittima. Infatti si fondano sulla base delle relazioni a distanza, nate su chat di incontri o altre app, ma con scopi tutt’altro che sinceri: prima si crea un contatto con la persona interessata, poi si instaura lentamente una quotidianità e un rapporto di fiducia. Infine arriva il colpo finale: quando il truffatore sente di avere la vittima tra le sue mani, inventa una disgrazia improvvisa per la quale richiede denaro. Molto denaro. D’altra parte, la vittima si sente quasi impotente di fronte a quella situazione e si indebita, pur di aiutare quello che pensa sia la persona amata. Ed è così, con la manipolazione psicologica, che la vittima entra in una sorta di loop dal quale è difficile uscire, rendendo complicato riconoscere le bugie, soprattutto quando il meccanismo diventa un’abitudine consolidata nel corso degli anni. 

Dall’altra però, chi svolge tali attività, non è da punire, o almeno, non per tutto. Sta eseguendo degli ordini, e se non raggiunge il numero giornaliero di truffe e soldi, viene picchiato, menato, violentato, se è fortunato, se no, rischia la prigionia per alcuni giorni. Le Scam City sono a tutti gli effetti delle città fortezza, circondate da mura e filo spinato. All’interno, si trovano imponenti strutture grigie, finestrate con tanto di terrazzi. Quelle sono le abitazioni delle persone che, dopo essere state ore e ore davanti a uno schermo, passano le loro serate, cercando una vana normalità. Oltre agli appartamenti, le Scam city offrono ai truffati (e truffatori) diverse strutture per il divertimento, come discoteche e ristoranti, per lo sport, come palestre. Luoghi che, sulla carta, ricordano la normalità, ma che in realtà fanno parte dello stesso sistema contorto e persuasorio. Naturalmente, il cuore della città sono gli uffici, bui ed enormi. Tutti i prigionieri hanno la propria postazione: un computer, una lampada, tutti i siti immaginabili di criptovalute e incontri e un orologio davanti gli occhi, per ricordare loro lo scopo delle truffe. Gli uffici sono controllati e gestiti dalla mafia cinese, comandanti e soprattutto circondati da telecamere, sempre accese. Naturalmente, i filmati (ripresi dalle videocamere) non sono passati inosservati: pur essendo top secret, i report della CNN, giornalisti locali e l’organizzazione Myanmar Witness, sono riusciti ad ottenere il consenso a tali video e immagini dall’estero che documentano i maltrattamenti, abusi e condizioni di lavoro estenuanti.

Quindi, se vi arriva un messaggio da una bella ragazza, una vincita alla lotteria, o ancora, un lavoro che vi promette miliardi, non cadete nella trappola, non siate superficiali e osservate bene.

It’s not too late to say stop

Posted on Maggio 20, 2026 by EMMA CASASSA


Il tema di questa edizione è il viaggio. “Un viaggio è lo spostamento fisico o ideale di persone, animali od oggetti da un luogo di partenza a una destinazione distante. Può essere motivato da necessità (lavoro, salute) o da scopi di piacere, studio e scoperta, ed è spesso associato a un’esperienza di arricchimento personale e culturale” recita il vocabolario. La maggior parte di noi associa un viaggio ad una semplice vacanza ma un viaggio può e – a mio parere – deve essere qualcosa di più: una presa di consapevolezza. Entrare in contatto con realtà diverse dalla nostra è fondamentale per conoscere e comprendere altre culture e spesso è l’unico modo per renderci conto di quanti privilegi abbiamo rispetto a gran parte del mondo. Purtroppo anche in questa fase della storia globale – così delicata in cui siamo praticamente sull’orlo di una guerra mondiale – sembra esserci ancora troppo disinteresse nei confronti di ciò che succede sul pianeta. La “scusa” più utilizzata per giustificare la propria disinformazione è quella di trovarsi “lontano” dai Paesi in cui la situazione è più critica al momento, ma ragionare così è assurdo dal momento che tutti abitiamo su questa stessa Terra. Inoltre, la maggior parte dei conflitti interessa più o meno direttamente proprio noi Europei. Per presentare un esempio pratico, basta far riferimento ai prezzi in forte rialzo delle bollette della luce e del gas o le stime preoccupanti riguardo al costo di benzina e diesel a causa della rottura della catena di approvvigionamento in seguito alla chiusura da parte dell’Iran dello stretto di Hormuz. 

Non solo, il rincaro energetico si trasferisce su tutti i beni di consumo a causa dell’aumento dei costi di trasporto e produzione. L’inflazione in Italia è stimata in aumento fino a +1,1% nel 2026 a causa del blocco. 

Al giorno d’oggi le possibilità e i mezzi che abbiamo per informarci anche dalle mura di casa nostra sono moltissimi e siamo inondati continuamente da così tante notizie che è più difficile individuare quelle false che fare ricerche.

Informarsi su quello che succede intorno a noi (e pure qualche chilometro più in là) ed esserne coscienti è fondamentale perché solo in possesso di conoscenze oggettive possiamo formulare una nostra opinione e sviluppare uno spirito critico con cui scegliere quali ideologie seguire e chi vogliamo sostenere ed eleggere come nostra guida politica. 

Per esempio è importante non criticare genericamente i comportamenti di un Paese, ma bisogna assicurarsi di non votare per governi che da anni cooperano industrialmente e forniscono armi a chi si macchia di crimini contro i diritti umani o che cercano di censurare artisti che non hanno paura di chiamare queste azioni col loro nome di genocidio.

“Non è troppo tardi per dire basta, ma se non lo facciamo non dovremmo essere in grado di definirci umani” è il messaggio lanciato dall’attivista svedese Greta Thumberg sul suo account Instagram il 7 aprile, poco dopo che il presidente statunitense Trump aveva minacciato che in caso di persistenza del blocco dello stretto di Hormuz un’intera civiltà sarebbe stata cancellata la sera stessa, per non essere riportata indietro mai più.

Quindi informiamoci di più, viaggiamo quanto ci è possibile per conoscere il mondo, non voltiamoci dall’altra parte e diciamo “basta”.

Roma 2026: Tre giorni nella Città Eterna

Posted on Maggio 20, 2026 by CAMILLA ROMANO
Articolo di Sofia Civello e Miriam Gallesio (classe 3L Economico-Sociale)
Preparate le scarpe comode e caricate i power bank: la nostra gita a Roma sta arrivando! Non sarà la solita lezione di storia noiosa, ma un’immersione totale tra monumenti giganti, piazze da film e, ovviamente, un sacco di risate con i compagni. Ecco cosa abbiamo fatto!
📍 Day 1:
Si parte prestissimo da Mondovì (06:30, sì, è servito molto caffè!) per catapultarci a Roma Termini. Giusto il tempo di lasciare gli zaini e siamo già faccia a faccia con la leggenda: il Colosseo. Foto di rito obbligatoria, poi via a camminare tra le rovine del Foro Romano e del Palatino. La giornata si conclude con una passeggiata lungo i Fori Imperiali al tramonto e un’ottima cena al ristorante.
📍 Day 2:
Il secondo giorno è un tour de force della bellezza. Partiamo col botto verso la Fontana di Trevi, poi il Pantheon e le scalinate di Piazza di Spagna. Nel pomeriggio visitiamo Castel Sant’Angelo e conosciamo la sua storia: prima prigione, poi fortezza. Finiamo, infine, la giornata nella maestosità di Piazza San Pietro e con la visita della Basilica.
📍 Day 3:
Ultimo giorno dedicato a una zona diversa: l’EUR. Andiamo alla scoperta del Museo delle Civiltà dove abbiamo potuto conoscere molte tradizioni particolari in giro per l’Italia. Prendiamo poi il treno e siamo a Mondovì intorno alle 21:15, stanchi, ma con la galleria del telefono piena e tante storie da raccontare e risate da ricordare!

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