
Scommettiamo: non avete mai letto la recensione di un gioco da tavolo. E invece in questa rubrica troverete questo e molto altro, tutto collegato da un tema diverso ogni numero. Questa volta verrà trattato il tema del viaggio, tema a dir poco attuale valutando che ormai il periodo estivo di vacanze e ferie si fa vicino. Perciò tra viaggi non solo fisici, ma anche mentali e sopratutto artistici, si spera che troviate qualcosa di interessante da fare per questi prossimi caldi.
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LIBRO:
•Le mappe dei miei sogni•

Autore: Reif Larsen
Anno di pubblicazione: 2009 (edizione originale)
Genere: Romanzo di formazione
Trama: T.S. Spivet è un ragazzino prodigio di dodici anni, appassionato di cartografia, scienza e osservazione del mondo. Lui vive in un ranch nel Montana assieme alla sua famiglia a dir poco particolare: una madre con un ossessione per gli insetti, un padre cowboy e una sorella con un particolare interesse per il concorso di Miss America. Però questo nucleo familiare una volta ospitava anche suo fratello, Layton, morto a causa di un tragico incidente avvenuto nel ranch, morte che causerà un gran senso di colpa nel giovane T.S.. Infatti, dopo aver ricevuto un prestigioso premio scientifico, T.S. decide di attraversare da solo gli Stati Uniti in treno per ritirarlo, iniziando così un viaggio dove affronta paure, ricordi dolorosi e riflessioni profonde sulla famiglia, sull’identità e sul bisogno umano di orientarsi nel mondo.
Questo si può dunque dire essere più di una semplice avventura: è un’occasione per riflettere sulla crescita e sulla ricerca del proprio posto nel mondo.
Ritengo che lo stile dell’autore, Larsen, sia creativo e coinvolgente, soprattutto grazie alle illustrazioni e le mappe che accompagnano la narrazione, rendendo la lettura più originale e immersiva.
Quindi, questo romanzo diverso dal solito, è l’ideale per chi ama le storie caratterizzate dalla crescita, personaggi eccentrici e l’unione tra narrativa e immagini visive.

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FUMETTO:
•Veil•

Autore e disegni: Kotteri!
Anno di pubblicazione: edizione italiana 2024
Casa editrice: J-Pop
Genere: slice of life
Volumi: in corso
Trama: Un poliziotto e una ragazza non vedente, questi sono i protagonisti di Veil, un fumetto che non si concentra su grandi colpi di scena con intreccio drammatico e complesso degli eventi, ma su momenti quotidiani che compongono il viaggio della vita. Infatti, la trama non procede in modo lineare, ma è più simile ad una raccolta di istanti, con ogni suo capitolo che mostra un frammento della loro relazione, che, senza bisogno di spiegazioni esplicite, cresce lentamente e gradualmente. Ed è proprio questa semplicità uno degli aspetti più particolari dell’opera: il lettore viene coinvolto non dall’azione, ma dall’atmosfera e stile della storia narrata.
Infatti, dal punto di vista grafico, Veil colpisce subito. Le sue tavole hanno uno stile elegante e delicato, con un uso molto curato delle luci, dei vestiti e delle espressioni, facendo sembrare ogni sua vignetta uno scatto per una rivista di moda. Appunto molte scene sembrano quasi fotografie o illustrazioni artistiche più che pagine di un manga tradizionale, dotate di colori e spazi vuoti che contribuiscono a creare una sensazione calma e quasi sospesa nel tempo.
Se si è alla ricerca di un fumetto da leggere, non tanto per scoprire ed essere coinvolti in storie o momenti straordinari, quanto per leggere qualcosa solo con il fine di godersi la lettura (soprattutto se grafica) in se, questa è proprio la scelta giusta. Infatti lo stile delicato ma allo stesso tempo delicato dei suoi disegni, i colori accesi, e le vignette che sembrano scatti dinamici, sono ciò che attira subito l’occhio del lettore e che invogliano a leggere una storia semplice che sembrerebbe quasi essere stata ideata non per essere accompagnata dal disegno, ma per andare a pari passo con questo.

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GIOCO DA TAVOLO:
•Black Fleet•
Autore: Sebastian Bleasdale
Illustrazioni: Denis Zilber
Anno di pubblicazione: 2014
Genere: strategia
Numero di giocatori: 3–4
Età consigliata: 14+
Durata media: circa 60 minuti
In Black Fleet ogni giocatore controlla contemporaneamente tre tipi di navi: una nave mercantile,
una nave pirata e le fregate della marina reale. Lo scopo è accumulare più dobloni possibili trasportando merci, assaltando gli avversari e migliorando la propria flotta con carte speciali. Il gioco si svolge in un’ambientazione piratesca colorata e dinamica, dove le rotte commerciali si intrecciano con inseguimenti, attacchi e tesori nascosti, permettendo la creazione di strategie sempre diverse che rendono ogni partita diversa e imprevedibile.
Questo è un gioco accessibile, di facile comprensione, ma ricco di interazione, con partite che risultano vivaci grazie alla continua competizione tra commercianti, pirati e marina.
Questo è il gioco ideale da giocare in famiglia e amici, con componenti materiali che fanno sì che ogni giocatore possa immedesimarsi nei panni del perfetto pirata facendo uso di dobloni realistici e navi estremamente dettagliate. Non è necessario dire che potreste rendere le vostre amicizie (ma anche il rapporto con vostra madre) ancora più strette, o distruggerne altre a suon di ruberie, ma tutto ciò poco importa finché si hanno le tasche piene di monete d’oro e d’argento.

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VIDEOGIOCO:
•Hohokum•

Data di uscita: 2014
Sviluppo: Honeyslug e Richard Hogg
Pubblicazione: Sony Computer Entertainment
Piattaforme: PlayStation 3, PlayStation 4, PlayStation Vita, Steam
Genere: Avventura artistica, esplorazione, puzzle atmosferico
Trama: Hohokum non presenta una vera e propria trama tradizionale: infatti il giocatore controlla una lunga creatura volante chiamata “Long Mover”, simile a un occhio con una lunga coda, che attraversa mondi surreali pieni di personaggi stravaganti, animazioni astratte e ambientazioni psichedeliche, senza fare quasi mai uso di parole o dialoghi.
L’obiettivo principale è esplorare liberamente gli scenari, interagire con gli elementi presenti e scoprire piccoli eventi nascosti che trasformano il mondo di gioco, perciò ogni livello è ricco di segreti, creature bizzarre e situazioni poetiche che stimolano la curiosità più che la competizione.
Hohokum è più vicino a un’esperienza artistica interattiva che a un classico videogioco: non ci sono punteggi, combattimenti o obiettivi rigidamente definiti, il piacere nasce dall’esplorazione e dalla scoperta, che segue unicamente il ritmo di colui che ha il controller in mano.
Tra colori vivacissimi, animazioni fluide e musiche elettroniche, ci si può rilassare in un’atmosfera ipnotica, di cui ogni schermata sembra un quadro in movimento, capace di trasmettere meraviglia e leggerezza.
Quindi, dal punto di vista creativo, si può dire a mani basse che sia uno dei titoli più originali usciti nell’epoca indie su piattaforme PlayStation, che riesce a unire arte visiva, musica ed esplorazione in modo unico, quasi come un esperienza onirica interattiva.
Quindi, se ami esperienze artistiche e sperimentali, questo gioco, dal prezzo assai basso, può essere la perfetta scelta, soprattutto se accompagnato da una tazza di tisana calda (o meglio, fredda dato che ormai il caldo si fa sentire).

