Nel periodo natalizio l’economia subisce un forte incremento di domanda e, di conseguenza, un aumento di richiesta di lavoratori. La macchina economica da Settembre a Gennaio è fortemente condizionata dalle festività in tutti gli ambiti: dalla logistica alle varie tipologie di negozi. La festa più attesa dell’anno è ormai un vero e proprio motore economico globale, capace di muovere cifre da capogiro. Le aziende iniziano a lanciare le loro idee regalo già a Settembre poi, due mesi dopo, quando tutto inizia ad accendere l’entusiasmo, arriva la settimana del Black Friday. L’industria del Natale è sempre più scollegata dalle tradizioni cristiane e legata al marketing, alla festa, ai regali, all’atmosfera invernale e nevosa, alle case addobbate, alle lucine e alle decorazioni varie.

Il Natale ha cominciato a esercitare un potere mediatico già nei primi anni dell’Ottocento. La vera svolta, però, è avvenuta negli anni ’30, quando la Coca-Cola diede il via a una strategia pubblicitaria che trasformò il babbo rosso con la barba in un simbolo potentissimo del consumismo. Negli anni ’50 e ’60, con il boom economico, le pubblicità televisive e gli allestimenti imponenti dei negozi hanno poi sigillato questo legame indissolubile tra Natale e shopping frenetico. A partire dagli anni ‘80 si è verificato un crescente consumismo dovuto allo sviluppo e alla diffusione delle pubblicità televisive appositamente studiate per i più piccoli, per invogliarli a chiedere famosi giocattoli o loro repliche. La crescita del digitale, infine, ha reso lo shopping natalizio ancora più dirompente. La comodità di comprare dal divano, di usufruire di pagamenti sicuri e la velocità delle consegne spingono i consumi a livelli altissimi. Le aziende usano strategie di marketing sempre più mirate, anche grazie alla tecnologia: l’Intelligenza Artificiale, nutrendosi dei nostri dati e “osservando” le nostre abitudini di acquisti, permette alle aziende di coinvolgere chiunque, persino in paesi come Cina, India o Giappone, che tradizionalmente non festeggiavano questa ricorrenza. Ormai, per non restare indietro nel mercato globale, anche culture lontane sposano i modelli occidentali, rendendo il Natale una festa, di fatto universale, del consumo.
Miriam Gallesio

